
Così come quella esistenziale (lasciare l’Australia per stabilirsi in Islanda), anche la scelta artistica di Ben Frost può essere considerata coraggiosa quanto azzeccata. Sperimentatore dal passato pop, Frost pubbica il suo nuovo disco, Theory of Machines, accompagnandolo, come da copione, a divagazioni intellettualoidi imprescindibili in una scelta sonora come la sua. La sua elettronica è diversa dalla musica concreta moderna di Matmos e Amon Tobin.
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Theory of Machines
Killshot
Flex
Nolan
Venter
The Carpathians
Secant
Stomp
Diphenyl Oxalate
Forgetting You Is Like Breathing Water